Giacomo Leopardi

da Operette Morali

Tra le Operette Morali di Giacomo Leopardi, il Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie, scritto tra il 16 e il 23 agosto 1824, è forse quella più nota e fortunata. Leopardi aveva lungamente meditato sul momento della morte e sul dilemma se esso sia dolore o non ne sia, piuttosto, la cessazione, quasi una sorta di liberazione. Lo spunto per il Dialogo venne a Leopardi – come si capisce da una nota al manoscritto – dalla lettura di una citazione di Antoine Thomas dell’Eloge de M. Ruysch scritto da Bernard de Fontenelle. L’anatomista olandese Frederik Ruysch (1638 – 1731) aveva perfezionato la tecnica di conservazione dei preparati tramite iniezioni di speciali miscele, secondo una formula che non rese mai nota nei dettagli. Nel suo Gabinetto anatomico, che fu considerato una delle meraviglie dell’Olanda, erano conservati numerosi corpi che, secondo quanto ci è stato tramandato, mantenevano la morbidezza e il colorito naturali e parevano “dormienti pronti a parlare al loro risveglio”.

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